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La cosa più importante è evitare che i piccoli preferiscano lo smartphone alle esperienze

La prima riflessione che viene da fare pensando ai bambini rispetto alla tecnologia è che “fanno paura”!! È incredibile infatti quanto siano veloci e intraprendenti nello smanettare lo smartphone dei genitori o il tablet di casa, e quanto in fretta riescano ad imparare la gestualità e le scorciatoie che tutti noi conosciamo.

 

 

Non parliamo dei pericoli virtuali che possono presentarsi durante la loro esperienza in rete (pericoli che possono comunque essere prevenuti grazie a servizi come il parental control), ma del perché è opportuno evitare il più possibile la “dipendenza da internet” ai più piccoli.

L’uso eccessivo dei dispositivi elettronici in età infantile può comportare infatti diversi disturbi e problemi legati alla crescita, tra cui la perdita dell’udito, difficoltà nel linguaggio, deficit sull’interazione sociale e, nel tempo, perdita del sonno e depressione.

Quando mi capita di vedere bambini al ristorante o in pizzeria a bordo del tavolo con davanti un tablet a guardare un cartone o giocare con un app, divento quasi sempre triste. E direi che capita spesso.

È vero che le cose sono cambiate, che internet è ormai parte integrante delle delle nostre vite, ma i bambini dovrebbero esserne esenti, almeno durante i loro primi anni di vita. Ma alcuni genitori sono esageratamente permissivi, e senza accorgersene rischiano di compromettere seriamente la crescita dei loro piccoli.

Tanti sono i genitori che si affidano ai dispositivi digitali per calmare i loro figli. Non si rendono effettivamente conto del danno che stanno facendo al loro sviluppo emotivo e cognitivo. Invece di accettare un rifiuto o un no, i bambini imparano a distrarsi e ad “incantarsi” davanti ai colori e alle immagini virtuali, ignorando completamente il sentimento della pazienza, della frustrazione e della negatività. In questo modo, non saranno capaci di capire e gestire le loro ansie in futuro, di affrontare la tristezza o la rabbia, e cercheranno sempre un palliativo per non pensarci.

 

 

A noi bambini degli anni ‘80 e ‘90 veniva vietato di guardare la tv per più di due ore al giorno; ecco, dovrebbe esserci ancora oggi la stessa regola, ma per i dispositivi elettronici. Anche perché, se consideriamo televisione, videogiochi e tempo passato su internet, i piccoli impiegherebbero l’intero pomeriggio e parte della serata davanti ad uno schermo. Vogliamo scherzare? 

Spesso i bambini tengono tra le mani smartphone e tablet ancor prima di parlare, e questo rappresenta un problema bello grande. A discapito di ciò che pensa molta gente, non è divertente né istruttivo, né tanto meno calmante, per le loro menti. Moltissimi studi e ricerche del settore confermano infatti che prima dei due anni i bambini non debbano essere esposti a strumenti elettronici, poiché è indispensabile prima di tutto far conoscere loro il mondo reale e i comportamenti per interagire al meglio con esso e le persone.

I media sono in grado di migliorare la vita di ogni giorno, ma bisogna ricordare di farne un uso responsabile e moderato. I supporti più utilizzati non devono infatti assolutamente mai sostituire le attività all’aria aperta, il tempo da trascorrere con gli altri (face to face insomma), lo sport e l’esercizio fisico, i momenti di noia e inattività, e il sonno.

Bambini e ragazzi costituiscono una gran bella fetta dell’audience online, e una gran quantità di contenuti vengono prodotti e distribuiti esclusivamente per loro, su questo non ci sono dubbi. Guardare un film con i propri figli è un piacere ed è un’attività educativa nonché un momento da dedicarsi per stare insieme.

 

 

Andando a ideare un programma, e suddividendo per fasce d’età l’uso da dedicare ai media, noi consigliamo:

  • Sotto i due anni è da evitare completamente il contatto con gli schermi. Si può fare un’eccezione per quelle videochiamate utili a far gioire amici e parenti lontani.
  • Dai due anni in su si possono cominciare a introdurre i supporti digitali con un criterio di qualità, ovvero guardando insieme ai bimbi programmi educativi, giocando con app dedicate all’infanzia e magari far vedere loro cartoni animati in altre lingue.
  • Dai 4-5 anni i bambini cominciano ad essere sempre più curiosi e necessitano di moltissimi stimoli: ecco che qui va introdotto un sistema di controllo ancora più rigido. Una o massimo due ore al giorno per le attività che comprendono uno schermo sono più che sufficienti, meglio se in compagnia di un adulto.

 

La differenza la facciamo noi adulti. Cosa siamo adulti a fare, sennò?!

 

(Attenzione: in questo articolo non pretendiamo di sostituire i nostri consigli a quelli di psicologi infantili, anzi. Le nostre teorie affiancano perfettamente quelle esaminate da studi e ricerche del settore.)