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Un’incontenibile e appassionata dichiarazione d’amore a Internet e soprattutto alla libertà

Quindici anni dopo la prima uscita del Cluetrain manifesto, Doc Searls e David Weinberger tornano sul pezzo per tirare le somme e cercare di capire cosa è cambiato da quindici anni a questa parte, quali passi avanti abbiamo fatto dall’avvento di Internet e da quali pericoli dobbiamo guardarci bene.

Questa volta, gli autori non si rivolgono alle aziende o a chi utilizza Internet per scopi commerciali, ma a tutti noi.

Sono passati quindici anni dal nostro precedente messaggio. A quel tempo, io, te e tutti i nostri amici degli amici degli amici hanno fatto di Internet un luogo stupendo, pieno di meraviglie e di portenti. Ma adesso, tutto il buon lavoro fatto insieme sta per affrontare pericoli mortali.

Se a quel tempo la minaccia era rappresentata da coloro che gli autori definiscono gli Stolti e cioè chi non aveva capito le potenzialità di Internet, oggi dobbiamo affrontare una minaccia che arriva da più parti: da un lato, quella dei Predatori, che Internet lo conoscono fin troppo bene e lo utilizzano per rubarci i soldi e i nostri dati. Ma l’orda più pericolosa viene da tutt’altra parte ed è rappresentata da Noi, noi che rischiamo di livellare le nostre differenze e le nostre unicità, troppo impegnati a consumare il buon cibo spazzatura che stolti e predatori ci cucinano.

1. Once were we young in the Garden – Un tempo eravamo giovani in giardino

Questa è la prima parte del nuovo Cluetrain Manifesto, quella in cui gli autori sostengono che il Web sia in grado di ricreare la realtà dell’Eden, in cui non esisteva la proprietà privata e in cui tutto era di tutti e per tutti.

Internet siamo noi, connessi. Internet non è niente e non serve a niente.

Questo significa che Internet non è fatto per qualcosa in particolare. Non è fatto per i social network, né per i documenti, né per la pubblicità, né per il business, né per l’educazione, né per il porno, né per qualsiasi altra cosa. Ottimizzare Internet per una singola cosa significa de-ottimizzarlo per tutto il resto. Internet, come la gravità, è indiscriminato, ci tiene insieme, giusti e ingiusti allo stesso modo.

2. Ma ahimè, come abbiamo potuto allontanarcene, fratelli e sorelle…

In questa seconda parte, gli autori fanno un’analisi della situazione attuale della Rete, anche se talvolta sembra di leggere uno spaccato attualissimo sulla nostra società. Con grande umanità e tanta speranza, Searls e Weinberger parlano dell’odio che ha invaso il web e che ci sta lentamente allontanando da quella libertà che anni fa, con l’avvento di Internet, ci aveva fatto sentire grandi.

 

nuovo cluetrain manifesto

 

Come abbiamo potuto lasciare che la conversazione fosse trasformata in un’arma?

È importante riconoscere e avere cura del dialogo, dell’amicizia e dei mille gesti di empatia, gentilezza e gioia che incontriamo su Internet. Sentiamo le parole “frocio” e “negro” molto più in Rete che fuori. La demonizzazione degli “altri” – persone con look, linguaggi, opinioni o altri modi di stare insieme che non capiamo, apprezziamo o tolleriamo – su Internet è peggiore che mai.

 Ad uno sguardo freddo la Rete è solo tecnologia. Ma è popolata da creature che si scaldano per quello a cui tengono: le loro vite, i loro amici, il mondo che condividiamo. Essere accoglienti: ecco un valore che la Rete ha bisogno di imparare dalle nostre migliori culture del mondo reale.

3. Per costruire e seminare

Terza e ultima parte del nuovo Cluetrain Manifesto. Gli autori ci invitano a riflettere sugli aspetti positivi che, nonostante tutto, Internet ha portato con sé in questi anni: non sminuiamo quello che ha fatto la Rete negli ultimi venti anni. C’è molta musica in giro per il mondo. Ora siamo in grado di farci una cultura da soli. Ora i politici devono spiegare le loro posizioni in modo ben diverso dal vecchio volantino elettorale.  

Il libro si conclude con una serie di pensieri sparsi come gli stessi autori li definiscono. Alcuni potrebbero apparire banali, ma in un momento così particolare in cui l’odio e la rabbia sembrano aver invaso le strade del Web e sottratto terreno alla parte dei buoni, abbiamo ritenuto fondamentale dare loro spazio e farveli leggere, perché siate anche voi (e anche noi) parte della soluzione del problema.

Stare insieme: la causa e la soluzione di ogni problema

Se ci siamo concentrati sul ruolo della Rete – tu e noi – è perché conserviamo ancora la stessa fede che avevamo all’inizio. Noi non riusciamo a comprendere quanto si possa fare insieme, perché siamo ancora lontani dall’aver finito di inventare come stare insieme.

Internet ha liberato una forza primordiale: la gravità in grado di tenerci insieme. L’amore è la forza di gravità della connessione. Lunga vita a Internet libero. Che si possa vivere a lungo un Internet da amare.

 

nuovo cluetrain manifesto

 

Un finale degno di John Lennon scritto con un tono decisamente peace&love che ci piace molto ma che abbiamo paura possa essere fin troppo ottimistico rispetto a una società che, a prescindere da Internet, ha perso di vista alcuni valori fondamentali. Staremo a vedere come si evolverà la situazione da qui ai prossimi anni e cercheremo di tenervi aggiornati.

Sperando che questo amore possa prendere davvero il sopravvento, per adesso è tutto.

Peace!

P.s. Il nuovo Cluetrain Manifesto è stato pubblicato in Creative Commons e può essere quindi condiviso, distribuito, mixato e utilizzato in qualsiasi modo.

Facci quello che ti pare, ma facci qualcosa, suggeriscono gli autori.

Se avete voglia di leggerlo per intero, il testo originale (in inglese) lo trovate qui, se invece preferite leggerlo in italiano, trovate la sua traduzione qua.

Leggi anche il nostro articolo Cluetrain Manifesto, la fine del business come l’abbiamo conosciuto.