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Come sono cambiate le nostre abitudini nell’ultimo anno e perché vivere ogni tanto senza Internet non solo è ancora possibile ma farebbe bene a tutti!

Uno studio realizzato in Gran Bretagna ha rilevato che quasi il 53 % degli utenti che hanno uno smartphone mostra uno stato ansioso quando “perde il cellulare, esaurisce la batteria o il credito residuo, o non ha copertura di rete” e che circa il 58% degli uomini e il 48% delle donne soffrono di questa fobia.
Lo stesso studio, inoltre, afferma che il livello di stress indotto mediamente dalla Nomofobia (termine coniato da -fobia e no-mobile) è paragonabile a quello causato dalla “tremarella del giorno delle nozze” o a quello di quando si va dal dentista. E ancora, che più di un nomofobo su due non spegne mai il suo cellulare.

E in Italia qual è la situazione? Quanto siamo dipendenti da Internet?

Prima di andare avanti, facciamo un po’ i conti con la realtà e cerchiamo di capire, dati alla mano, cosa succede nel nostro Paese.

Il 26 gennaio di quest’anno, We Are Social in collaborazione con Hootsuite ha pubblicato il report intitolato Digital in 2018, in cui sono stati raccolti i dati relativi al comportamento delle persone nel nuovo scenario digitale, sottolineando come Internet continui ad avere un impatto fortemente incisivo nella vita di tutti noi. 

Vediamo però nello specifico cosa si dice dell’Italia.

Durante il 2018, il numero di persone che si sono connesse a Internet è cresciuto del 10% rispetto all’anno precedente. Cresce del 10% anche quello relativo all’uso dei social media (17% se osserviamo le persone che accedono a piattaforme social da dispositivi mobili).

 

 

Gli italiani, inoltre, si connettono sempre di più attraverso lo smartphone: infatti, mentre diminuisce del 6% la percentuale di persone che navigano da un computer, sale quella di chi si connette dallo smartphone.

 

 

Un altro dato da segnalare è che il 31% degli italiani dichiara di guardare video online almeno una volta al giorno, tant’è che ormai tutte le piattaforme si sono attrezzate per offrire agli utenti la possibilità di produrre e condividere video live.

 

 

Nella grafica qui sotto, trovate un sunto delle piattaforme più utilizzate in Italia.

 

 

Ma, bando alle ciance, quanto tempo passiamo su Internet, noi italiani?

L’88% degli italiani si collega a Internet ogni giorno mentre solo l’1% afferma di navigare una volta al mese.

 

 

Per fare cosa? Innanzitutto per compiere ricerche e cercare informazioni, in secondo luogo per stare sui social media e dulcis in fundo per lo streaming e l’ascolto di musica.

 

 

Al di là di tutti questi dati che abbiamo visto, è la realtà che viviamo quotidianamente a restituirci un quadro chiaro della situazione: difficilmente a chiunque di noi, capita di passare più di un’ora senza guardare lo smartphone e molte volte, controllare lo schermo del cellulare è la prima cosa che facciamo al mattino, nascosti ancora sotto il caldo piumone.

Non è certo nostra intenzione qui demonizzare l’uso di Internet o dello smartphone, ma dato che i ritmi della vita si fanno sempre più frenetici, l’idea di passare una giornata (o anche più) disconnessi dalla rete non ci pare poi tanto male.

 

Social Zero: 7 giorni senza Internet

E proprio dalla vita reale, ci viene in aiuto un esperimento realizzato in una scuola di Prato, grazie all’iniziativa del professore Marcello Contento, 35 anni, docente di Economia Aziendale.

Il professore ha chiesto ai suoi alunni di passare una settimana senza cellulare ma soprattutto senza Internet e social. L’esperimento è stato chiamato Social Zero e ha coinvolto una trentina di studenti, oltre al professore, è chiaro.
Chi doveva mettersi in contatto con loro, poteva farlo attraverso la scuola: “I custodi sono diventati i nostri addetti stampa”, scherza il docente.

Così ha avuto inizio l’avventura di questi ragazzi e del loro audace condottiero: “All’inizio è stata dura, lo dico anche per me che vivo solo e la sera resto attaccato al cellulare o su internet fino alle due di notte”.

La settimana è stata interamente documentata, giorno per giorno, attraverso il profilo Facebook di Social Zero, rigorosamente curato da una persona non coinvolta nell’esperimento. Foto e video testimoniano i momenti trascorsi durante quei giorni tra musei, gite in campagna e sere a teatro.

L’esperimento ha suscitato grande interesse sul web e anche nel mondo della scuola, tanto che molti professori si sono ripromessi di ripeterlo nei loro Istituti.

A decretare il successo dell’iniziativa però sono stati i commenti super positivi dei protagonisti.

 

 

Anche il professore si è ritenuto soddisfatto, più di quanto si sarebbe immaginato al momento della scommessa: “Per prima cosa voglio dire che i ragazzi si sono sentiti felici, hanno avuto la sensazione di essere in vacanza e hanno scoperto il valore di stare insieme, di parlare senza limiti di tempo, dando il 100% della loro attenzione.
Un giorno, saliti sull’autobus, eravamo tutti insieme a parlare, contrariamente a quanto avviene oggi sui mezzi di trasporto dove abbiamo tutti la testa calata sugli smartphone. È stato bellissimo. È stato un modo per valutare lo stadio di una relazione, quella tra le persone e la rete, che doveva transitare necessariamente per un momento di arresto. Come si fa per tutti i rapporti che diventano morbosi”.

Se vi va di vedere e ascoltare le reazioni dei ragazzi, sulla pagina Facebook del progetto trovate i video che raccontano i momenti principali dell’esperimento. A noi hanno fatto molto sorridere 😉

 

vivere senza internet

La nostra generazione conserva un ricordo della vita prima dell’avvento di Internet e soprattutto degli smartphone ed è un ricordo che dobbiamo tenerci caro, perché aiuterà noi e le generazioni successive a fare un uso migliore delle tecnologie che nascono per semplificare la nostra vita, altrimenti che li abbiamo fatti a fare tutti questi progressi, no?