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Attrarre le persone e trasformarle in clienti attraverso le tecniche dell’Inbound marketing

Dell’enorme calo di attenzione nei confronti dei contenuti che abitano il web avevamo già discusso nell’articolo in cui parlavamo di Content marketing.

Sempre per far fronte a quello che sembra essere il nemico numero uno di ogni marketer, la soluzione migliore è unire alla strategia di Content marketing un buon piano di Inbound marketing.
L’Inbound marketing consiste nella creazione di contenuti che siano in grado di attrarre l’attenzione delle persone e di avvicinarle spontaneamente all’azienda. Perché ciò accada, è necessario abbandonare le tecniche invasive del marketing tradizionale che oggi non solo risultano inutili, ma spesso controproducenti.

 

Interruzioni no grazie!

Il cosiddetto marketing interruttivo è stato a lungo utilizzato (e lo è ancora), soprattutto attraverso i media tradizionali, basti pensare alle innumerevoli e talvolta infinite pubblicità che vengono trasmesse in televisione tra i vari tempi di un film. 

Cosa succede quando veniamo esposti a questo tipo di promozione? 

  1. Spesso tendiamo a ignorare il messaggio e ci sentiamo infastiditi poiché esso interrompe un nostro momento piacevole. 
  2. Potremmo non essere predisposti all’acquisto nel momento in cui veniamo esposti al messaggio pubblicitario e questo aumenta il nostro fastidio. 
  3. I messaggi non sono studiati per un pubblico preciso, vengono sparati nel mucchio e colpiscono tutti indistintamente. La nostra asticella del fastidio rischia di toccare le stelle. 

Per tutti questi motivi, continuare a utilizzare il marketing basato sull’interruzione equivale a rovinarsi con le proprie mani.

 

inbound marketing

 

Allora come facciamo ad emergere nell’enorme mole di contenuti pubblicati ogni giorno sul web senza correre il rischio di infastidire i nostri potenziali clienti? La risposta c’è ed è l’Inbound Marketing.

 

Consenso is the solution! 

Alla base dell’Inbound marketing vi è il concetto di consenso (questo sconosciuto) tipico del cosiddetto permission marketing, una forma di comunicazione non invasiva che si basa sulla richiesta di permesso prima di andare a colpire l’eventuale destinatario con messaggi pubblicitari. Oggi più che mai, infatti, l’utente è una persona informata e decisamente consapevole rispetto al passato, e preferisce cercare in autonomia informazioni su una determinata realtà o prodotto piuttosto che riceverle forzatamente. Per questo motivo, l’obiettivo di un piano di Inbound marketing è quello di far sì che siano i clienti stessi a bussare alla porta delle aziende.

 

I passaggi fondamentali dell’Inbound marketing

Prima di poter redigere un piano di contenuti, è bene avere presente quale sia il nostro pubblico di riferimento.
In particolare, conoscere con precisione le persone alle quali vogliamo rivolgerci è fondamentale per poter prevedere il loro comportamento, ad esempio dove queste persone si incontrano virtualmente (blog, forum, community, social ecc) e quali siano le loro reali esigenze.

Le aziende devono riuscire a intercettare i loro potenziali clienti nel cosiddetto Zero Moment of truth, il momento zero della verità, ossia quando le persone costruiscono le loro convinzioni. Questo avviene ogni volta che un utente esprime una specifica esigenza svolgendo una ricerca online o sui social network.  

 

Gli strumenti utili per fare Inbound marketing

Ecco gli strumenti più adatti per mettere in piedi un piano di Inbound marketing:

  • Il blog perché ci permette di dimostrare ciò che siamo e che valiamo, dandoci autorevolezza e instaurando fiducia nei nostri clienti. Non dimentichiamo, infatti, che l’Inbound marketing non si ferma alla vendita. Perché? Pensaci: un cliente che non viene lasciato solo dopo aver acquistato qualcosa è più facile che torni ad acquistare da noi e chissà che, entusiasta del servizio ricevuto, non diventi egli stesso promotore della nostra azienda.

 

  • I motori di ricerca sono sempre più spesso il luogo in cui le persone cominciano le loro ricerche e il loro processo d’acquisto. Parola d’ordine, quindi, essere ben posizionati, altrimenti a trarne vantaggio saranno i nostri diretti concorrenti. Per fare ciò vi è un lavoro di SEO non indifferente. 

 

  • I social media costituiscono un punto d’incontro fondamentale in cui le interazioni sono molto semplici ed è possibile mostrare la parte più creativa e simpatica (se c’è) della nostra azienda.  

 

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Come dice Philip Kotler, la gente non vuole un trapano, vuole un buco nel muro. 

Le persone cercano soluzioni ai loro problemi e il nostro compito è quello di offrirgliele, non di bombardarle indistintamente per ricordare loro quanto è bello e funzionale il nostro prodotto/servizio.  

E voi, siete pronti al cambiamento?