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Perché continuare a immaginare in cosa consiste questo lavoro? Ve lo diciamo noi!

È giunto il momento di portare alla luce tutto quello che sta dietro al lavoro del social media manager, perché credeteci, è davvero, davvero necessario!

Vogliamo far capire ai nostri clienti, ai genitori, agli scettici, agli amici, cosa caspita facciamo tutto il giorno. Fare chiarezza non può che far bene, e aumentare la consapevolezza e la conoscenza è uno degli obiettivi di chi ‘opera’ a vantaggio della comunicazione.

Perché può sembrare assurdo, ma anche quando incontriamo per la prima volta qualcuno che ci chiede in cosa consiste il nostro lavoro, spiegarglielo può diventare una faticaccia, di quelle cose che portano a un buco nero nella conversazione! Spesso si rischia di dover correggere l’interlocutore per una sua scorretta interpretazione della tua attività lavorativa, e nel tentativo, capita di farlo sentire in imbarazzo perché non conosce (o non capisce) quello che gli stai dicendo. Un incubo. E così, abbiamo capito di dover imparare a usare le parole giuste per far intendere nel modo più semplice possibile tutto quello che sta dietro al nostro lavoro.

Non stiamo semplicemente davanti al computer tutto il giorno!

 

 

Partiamo dal fatto che all’interno di un team che si occupa di comunicazione sono tanti i ruoli da ricoprire: copywriter, grafico, art director, video maker, account manager, social strategist. Alcune volte il smm è solamente un piccolo tassello di una realtà molto grande che lavora insieme a tante altre persone alle strategie per le migliori agenzie a livello mondiale, e sviluppa contenuti insieme agli altri professionisti per arrivare a rappresentare al meglio il brand e la sua community.

 

Ma capita spesso che a ricoprire tutti questi ruoli sia una sola persona, soprattutto se lavora per un’azienda di piccole o medie dimensioni. Ecco così che gestisce il piano editoriale in totale solitudine, facendo il giocoliere tra testo, immagini, video, gif, infografiche, analisi, customer care, e altro ancora. Deve utilizzare settemillemila tools, aggiornarsi sui nuovi strumenti e sostituire quelli obsoleti, imparandoli ovviamente.

In questi casi, la cosa bella è che può decidere in totale autonomia alcuni aspetti del lavoro, definendone ad esempio i tempi. Dall’altro lato però, può trovare difficoltà a dover gestire tutto in un tempo comunque limitato, e a non potersi confrontare con altri professionisti come sarebbe giusto fare.

Questo lavoro NON È AFFATTO UNO SCHERZO.

Inoltre i social sono in continuo movimento, ogni giorno vien fuori una novità, con tutti gli algoritmi che cambiano, le previsioni, i dati e gli aggiornamenti da studiare e tenere sempre sott’occhio.

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Questo lavoro è strategia. Semplice, spicciola strategia. Cioè, spicciola un cavolo. Era per dire. È difficilissima. Bisogna essere rigidi, lucidi e scrupolosi. Ma anche curiosi, creativi, originali. Bisogna usare la logica, ma alcune volte bisogna dimenticarla e seguire invece l’istinto.

E poi devi parlare con la gente, organizzare briefing durante i quali spiegare al cliente le tue idee, le strategie messe in atto, i tuoi progetti per aiutarli a raggiungere i loro obiettivi. Devi preparare discorsi e presentazioni che siano di facile comprensione per le più diverse tipologie di persone. Devi adattarti a tanti tipi di realtà, immergerti dentro e osservarle, studiarle, capirle, e se ci riesci, amarle.

Si fa squadra insieme ai clienti, perché devi sposare il loro lavoro, renderlo più interessante e appetibile, altrimenti è meglio lasciar perdere.  Il lavoro del ssm prevede un super approccio multidisciplinare, massima attenzione ai dettagli e capacità di comunicare un concetto alle volte anche con una sola parola.

 

 

Devi essere serio e professionale, ma anche divertente e simpatico al punto giusto, senza scendere in cliché o luoghi comuni, senza copiare, senza essere banale e fare quello che hanno già fatto altri. Non potete immaginare quante volte ci si senta dei totali idioti dopo aver avuto quella che sembrava l’idea dell’anno, e dopo poco accorgersi che qualcun altro l’aveva già avuta prima e giustamente messa in pratica. Autostima che se ne andava.

Il social media manager possiamo definirlo quindi come un esperto della comunicazione digitale, dotato di forti capacità creative, organizzative e gestionali. Si immerge in un mondo di analisi numeriche e statistiche, traendone risultati concreti per le strategie successive. È un ottimo conoscitore di tutti i canali social, di seo, di marketing. Ma ha anche competenze in giornalismo, in pubbliche relazioni e come curatore d’immagine aziendale. Non guastano conoscenze in progettazione grafica, montaggio video, fotografia, e dimestichezza con la lingua inglese. Tante risorse è vero, ma alcune si imparano direttamente sul campo di battaglia, per altre sono necessari studi e formazione, e per altre ancora invece serve tanta pazienza. Senza passione, impegno e dedizione è comunque un mestiere che non si può assolutamente fare, e alla fine l’esperienza fatta sarà il grande risultato che fa la differenza.

 

 

E poi arriva sempre il giorno inaspettato durante il quale vieni colpito da quell‘intuito del momento che ti fa fare cose straordinarie, che ti porterà ad ottenere successi improvvisi e positivi. E questa è una gran bella cosa che ti spinge ad amare questo lavoro.

Purtroppo non c’è niente di facile, e non basta pubblicare ‘cose’ su Facebook o rispondere ai messaggi per conto del cliente. C’è uno studio minuzioso dietro che solo chi ci è realmente dentro può capire. Ecco perché sentivamo il bisogno di scrivere questo articolo. Perché creare rete per noi significa anche questo, condividere ciò che facciamo.

Quando vi capiterà di essere davanti ad un social media manager, abbiate dunque pietà di lui/lei, siate gentili e se serve compassionevoli: ha una vita difficile.