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Non è un sogno e nemmeno una fake news. Il nuovo rapporto dell’ONU indica che il buco nell’ozono si sta lentamente chiudendo

 

Lo studio Scientific Assessment of Ozone Depletion: 2018 è l’ultimo di una serie di rapporti, pubblicati ogni quattro anni, che monitorano il recupero dell’ozono, uno strato che protegge la Terra da radiazioni letali per la vita.

I dati dimostrano che la concentrazione di sostanze che riducono lo strato di ozono è in costante diminuzione e che questo sta comportando un deciso miglioramento rispetto alla precedente valutazione risalente al 2014.

Secondo le previsioni, l’ozono dell’emisfero settentrionale e delle latitudini medie dovrebbe riuscire a rigenerarsi completamente nel 2030. Seguiranno poi l’emisfero meridionale, attorno al 2050, e infine le regioni polari, entro il 2060.

 

buco ozono chiusura

 

Sembra un sogno, eppure sta accadendo davvero grazie alle azioni concordate a livello internazionale nell’ambito dello storico Protocollo di Montreal che, oltre 30 anni fa, veniva attuato in risposta alla rivelazione che numerose sostanze utilizzate nei sistemi di raffreddamento, nelle bombolette spray e in molti altri articoli, riducono lo strato di ozono, provocando una lacerazione attraverso la quale pericolose radiazioni ultraviolette si dilagano sulla Terra.

 

radiazioni sole

 

La scoperta del fenomeno di assottigliamento dello strato di ozono risale al 1982. In seguito, gli scienziati si resero conto che la situazione peggiorava di anno in anno. Per questo motivo, i governi mondiali decisero di adottare delle misure straordinarie per ridurre il consumo delle sostanze che ne erano la causa, firmando il sopracitato Protocollo di Montreal.

 

Si è trattato della prima intesa ambientale capace di raggiungere una ratifica universale, ha sottolineato Geir Braathen, esperto scientifico dell’Omm.

 

buco ozono chiusura

 

La porzione di strato di ozono “recuperata” negli ultimi quindici anni è pari alla superficie degli Stati Uniti.

 

È per questo che quello siglato a Montreal nel 1987 è stato uno degli accordi multilaterali più riusciti della storia ha aggiunto Erik Solheim, direttore del Pnue.


L’insegnamento che giunge dal Protocollo di Montreal, quindi, è che cambiare il corso delle cose è ancora possibile, ma richiede l’impegno di tutti e una presa di posizione globale. D’altronde, è della vita sulla Terra che stiamo parlando! ?