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Le Tesi del Cluetrain Manifesto ci spiegano com’è cambiato il mondo della comunicazione

Gente della Terra… una nuova e potente conversazione globale è appena iniziata. Attraverso Internet, la gente continua a scoprire e inventare nuovi modi di condividere esperienze importanti (…) Di conseguenza, i mercati diventano sempre più perspicaci e lo diventano a un ritmo più veloce di quello della maggior parte delle aziende.

Così si apre il Cluetrain Manifesto, un manuale che ha fatto la storia e che già negli anni novanta era riuscito a prevedere ciò che sarebbe cambiato per le aziende nel modo di fare comunicazione e marketing, grazie all’avvento di Internet.

Attraverso 95 tesi, i suoi autori hanno argomentato, in modo illuminante e talvolta provocatorio, il delicato passaggio dell’economia nell’era digitale, mettendoci in guardia dai pericoli che avremmo corso ignorando questo importante cambiamento.   

I mercati sono conversazioni e i mercati sono fatti di essere umani, non di segmenti demografici (tesi 1 e 2)

Il grande segreto di Internet è quello di aver dato a tutti noi la possibilità di comunicare in un modo che prima, nell’era dei mass media, ci era totalmente sconosciuto, mettendo al centro di tutto qualcosa di molto caro all’uomo sin dalla preistoria: la narrazione.

Cinquemila anni fa, il mercato era lo snodo centrale della civiltà, un luogo in cui i mercanti tornavano da terre lontane, con spezie esotiche, sete, scimmie, pappagalli, gioielli e storie favolose da raccontare.

Ecco, Internet assomiglia ad un antico mercato in cui le aziende si sono dovute adeguare a parlare con una voce più umana, rinunciando ad avere un controllo totale sulle regole del gioco.

Le aziende devono rendersi conto che i loro mercati ridono spesso. Di loro. Le aziende dovrebbero sorridere un po’ di più e prendersi meno sul serio. Hanno bisogno di un po’ di senso dell’umorismo (tesi 20 e 21)

Per gli autori del Cluetrain quindi, è ora di dire addio al tradizionale broadcasting, in cui la comunicazione era unilaterale e uguale per tutti e in cui le aziende decidevano dall’alto delle loro torri, quando e quali contenuti dovevano essere fruibili.

La maggior parte delle aziende è capace soltanto di parlare nel tono uniforme, rassicurante e privo di humor delle dichiarazioni di missione aziendale, dei dépliant promozionali e delle risposte dell’operatore automatico (…) Il solito tono, le solite bugie.

Attenzione però, perché il pericolo è sempre dietro l’angolo! Se oggi molte aziende hanno capito la lezione, accade sempre più spesso di assistere a grandi cadute di stile e grossi scivoloni, causati dall’irrefrenabile desiderio di ricevere click.

Avere senso dell’umorismo non significa mettere qualche barzelletta sul sito web aziendale. Significa avere valori, umiltà, schiettezza e onestà (tesi 22)

Da qui, nasce l’esigenza di gestire in modo corretto e accurato la propria comunicazione sul web e, imparando anche ad ascoltare cosa si dice sul nostro conto, elaborare una strategia funzionale che ci permetta di comunicare cosa siamo davvero e, prima di ogni altra cosa, esserlo!

Il miglior modo per un’azienda di frasi pubblicità sarà aprire una finestra pubblica sulla propria intranet. Invece di creare immagini patinate di come vorrebbero che la gente li vedesse, le imprese si apriranno per far vedere alla gente cosa succede davvero al loro interno.

Gli autori del Cluetrain ribadiscono: la gente desidera sapere chi si nasconde dietro un marchio o un simbolo, e le aziende a loro volta devono rispondere a queste domande, prima ancora di provare a vendere loro qualcosa. Devono chiarire chi sono, cosa pensano e perché, proprio come una persona che si presenta a qualcuno per la prima volta.

Essere su Facebook con una pagina che promuove la nostra attività, dunque, non significa aver raggiunto l’obiettivo, anzi! Se non abbiamo un piano ben preciso che comprenda contenuti di qualità e tanto studio alle spalle, rischiamo di apparire come un luogo inutile con dei buchi da riempire o, nel peggiore dei casi, come un negozio sempre chiuso, in cui l’unica cosa che si muove è la polvere che si alza, quando entriamo e usciamo.

Questo nuovo mercato ci piace molto di più. Anzi, lo stiamo creando noi. Siete invitati, ma è il nostro mondo. Toglietevi le scarpe all’entrata. Siamo immuni alla pubblicità, lasciatela perdere. Se volete che parliamo con voi, diteci qualcosa. E che sia qualcosa di interessante, tanto per cambiare (tesi 72, 73, 74, 75)

Le persone, inoltre, sono sempre più attive sul web ed è proprio da loro che riceviamo una fonte inesauribile di informazioni maturate da un’esperienza diretta su un determinato prodotto/servizio.

Alla base di tutto quindi, non dimentichiamo mai che ci sono loro, le persone.
E
sseri umani che vogliono venire presi sul serio, ma a cui piace scherzare, persone con delle necessità alle quali rispondere e a cui non interessa quanto siamo belli nelle nostre vesti grafiche se poi non sappiamo offrire loro un contenuto interessante.

A proposito, ogni volta che ci chiamate “consumatori” ci sentiamo come mucche davanti alla parola “carne”.

Questa tesi fa parte del nuovo Cluetrain Manifesto. Ebbene sì, dopo quindici anni, è stato pubblicato un nuovo testo con altre 121 tesi da leggere e sulle quali riflettere.

Quindi, se l’argomento ti intriga, puoi leggere il nostro articolo Le tesi del nuovo Cluetrain Manifesto e scoprire cosa hanno scritto stavolta i suoi autori, in quella che sembra essere una vera e propria dichiarazione d’amore al mondo del web.